Al di là dell’acqua

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La cosa che assomiglia di più alla vita? Un campo di calcio. Lì ci sono tutti i personaggi.
Renato Cesarini

La storia
Luca Pagliari, anche lui senigalliese come Renato Cesarini, ha iniziato ad occuparsi di questo incredibile personaggio nel febbraio del 2003, quando casualmente, durante una passeggiata, qualcuno fece il nome di questo vecchio campione. Per Pagliari, come per gran parte delle persone, fino ad allora Renato Cesarini era un semplice neologismo, era quello della zona Cesarini, quello del gol segnato all’ultimo minuto. Tutto lì. Furono però sufficienti pochi giorni per comprendere l’eccezionalità di quella storia che assomigliava ad un romanzo scritto dalla vita. Una favola straordinaria fatta di povertà ed emigrazione, di tango, donne e palloni. Ci è voluto veramente poco per intuire lo spessore, la genialità e la grandezza di Renato Cesarini, prima come giocatore, poi come allenatore, ma innanzitutto come uomo. Giorno dopo giorno la storia si è andata arricchendo di nuovi particolari e di meravigliose testimonianze, da Boniperti a Stacchini, da Pesaola a Sensini, Del Piero, quindi Castano, Caroli e tanti altri. Campioni italiani ed argentini di ieri e di oggi, giornalisti e semplici tifosi. Più in alto di tutti sono volati però i ricordi ed i pensieri di Omar Sivori; per lui Cesarini fu padre e maestro, rappresentò il punto di riferimento più importante della sua esistenza. Sivori è stato l’uomo e poi l’amico, che ha consentito a Pagliari di comprendere, in maniera profonda e totale, chi sia stato veramente Renato Cesarini. Destro fatato e ciuffo ribelle, spesso irriverente e mai banale, sorriso ruffiano e verità sparate in faccia, Renato è così uscito dal passato, è tornato a far sentire la sua voce suadente, a spiegarci che segnare un gol in zona Cesarini, in fondo significa voler vivere senza rimpianti, perché rinunciare ad inseguire un sogno è un po’ come morire. Un pensiero comune unisce e lega tutte le persone che hanno conosciuto Cesarini: lui aveva un carisma infinito, era capace di leggere la vita ed il calcio abbracciandoli in un pensiero unico, in poche parole era un uomo assolutamente eccezionale.

Lo spettacolo teatrale
Il titolo “Al di là dell’acqua” prende spunto da un vecchio modo di dire, infatti ai primi del ‘900, con questo termine, le persone in procinto di emigrare, solevano indicare quella terra lontana e misteriosa che era l’Argentina. Per circa un’ora e mezzo, esattamente il tempo di una partita di calcio, Luca Pagliari si muove sul palcoscenico tra vecchie foto, musiche e filmati, ripercorrendo la storia di Renato Cesarini, nato a Senigallia l’11 aprile del 1906 ed emigrato in Argentina nel lontano 1907 assieme alla sua famiglia. Quello proposto da Pagliari è un percorso emozionante e coinvolgente che non conosce pause e cadute di ritmo. La favola di Cesarini parte da un’infanzia poverissima, trascorsa facendo il saltimbanco tra i vicoli di Buenos Aires, poi arrivò la passione per il calcio. Tra lui ed il pallone fu amore a prima vista. Cesarini in campo era la fantasia, il passaggio non previsto, la rottura di ogni schema, la giocata vincente che veniva disegnata dal suo piede destro, rasoio e compasso. Cesarini fu un grande campione degli anni ‘30, lo dimostrano i sette scudetti vinti consecutivamente, cinque con la Juventus e due con il River Plate. In seguito, ancora giovane, Cesarini divenne uno degli allenatori più stimati d’ Argentina e del mondo, al punto di essere ricordato come “la bibbia del futbol” o “il maestro dei maestri”. La sua leggenda è invece quella di una persona libera e mai prigioniera di nulla. La leggenda di un uomo che ha sempre saputo e voluto tracciare schemi nuovi. Sia in campo che nella vita. Luca Pagliari è anche autore del libro “Zona Cesarini. Il calcio, la vita” (Ed. Bompiani) pubblicato nel marzo 2006 con grandi successi di critica e di vendita. Nella stagione scolastica 2005, per conto della Regione Lazio, lo spettacolo “Al di là dell’acqua”, è stato rappresentato con successo ad oltre duemila studenti delle scuole superiori del Lazio. Lo spettacolo si è tenuto in ogni capoluogo di provincia, all’interno di teatri o di strutture idonee all’evento, in orario scolastico. Prendendo spunto dal libro, che è stato acquistato come testo didattico per tutti gli alunni delle scuole medie di Riccione, “Al di là dell’acqua”, nella primavera 2006, è stato rappresentato al Teatro del Mare di Riccione. Presenti ottocento studenti delle scuole riccionesi, il tutto coordinato dal CSA di Rimini. Nel maggio 2006 lo spettacolo è stato realizzato all’interno della comunità di San Patrignano, alla presenza dei ragazzi di San Patrignano e delle squadre giovanili di Milan, Inter, Fiorentina, Parma e Lazio.

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