Io non mi fermo




macchi

In genere la mattina appena apro gli occhi provo un senso di piacevole stupore. Quello è il momento più bello. C’è una giornata da vivere e io ci sono.
Fabrizio Macchi

La storia dello spettacolo
“Io non mi fermo” è un evento sospeso tra teatro e giornalismo. E’ la narrazione di una storia che corre lungo il filo del dolore, della speranza e del coraggio, rimanendo a debita distanza dalla facile retorica e dal pietismo. “Io non mi fermo” non è una favola ma un percorso di vita che viene raccontato senza filtri. “Io non mi fermo” racconta di un ragazzo, Fabrizio, che è sempre riuscito a guardare la vita con gli occhi del guerriero e con l’entusiasmo del bambino, anche quando la vita stessa sembrava volerlo abbandonare, anche quando ha dovuto attraversare il terreno del dolore, del dubbio e della sconfitta. La storia. All’età di 13 anni, a Fabrizio venne diagnosticato un osteosarcoma al ginocchio sinistro, ovverosia una delle forme tumorali più aggressive in assoluto. Da quel momento, per quel ragazzino gracile e vivace iniziò un calvario lungo 3 anni, costellato da una serie infinita di interventi chirurgici e di cicli di chemioterapia, culminato con l’amputazione della gamba sinistra. Chiusa quella terribile parentesi che lo aveva privato di una normale adolescenza, di una sezione di polmone e di una gamba, Fabrizio Macchi nel giro di pochi anni ha ottenuto incredibili risultati sportivi, divenendo uno degli atleti di punta dello sport italiano. Fabrizio, ad oggi, ha conquistato ben tre maratone di New York, una serie infinita di titoli nazionali ed internazionali nel canottaggio ma soprattutto nel ciclismo, dove ha saputo esprimere al meglio il suo talento. Nel 2004 il traguardo più ambito; la medaglia di bronzo nella specialità dell’inseguimento su pista, alle paralimpiadi di Atene. Al di là degli incredibili risultati ottenuti, Fabrizio è un meraviglioso esempio di forza di volontà, di coraggio e di capacità infinita di credere nei sogni. Fabrizio Macchi è nato nel 1970 ed è ancora in piena attività agonistica. Assieme a Luca Pagliari, Fabrizio ha deciso di portare la sua storia nei teatri e nelle scuole. Uno spettacolo forte, coinvolgente, unico, che immancabilmente “inchioda” lo spettatore alla sedia emozionandolo nel profondo ed obbligandolo a riflettere sul senso più remoto della vita.

Fabrizio Macchi
E’ nato a Varese nel 1970 dove è tranquillamente cresciuto fino a quando, tredicenne, gli viene diagnosticata una forma tumorale particolarmente aggressiva al ginocchio sinistro. Dopo un calvario di tre anni, in cui si sono susseguiti una serie infinita di interventi chirurgici e di cicli chemioterapici, a Fabrizio viene amputata la gamba sinistra. Fabrizio con una determinazione ferrea ha iniziato a dedicarsi allo sport ottenendo risultati incredibili, basti pensare alle 3 maratone di New York vinte ed al lunghissimo elenco di medaglie conquistate in varie discipline sportive. Nel ciclismo ha trovato la sua piena realizzazione di atleta. Nel 2006 si è sposato con Patrizia, poi è venuto alla luce lo splendido Thomas. “La sua nascita è stata la cosa più bella che mi sia mai accaduta”. Fabrizio Macchi, da sempre impegnato nella difesa dei diritti dei disabili è anche uno dei principali testimonial dell’AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro). La sua storia costituisce uno degli esempi più belli e puliti dello sport italiano.

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