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Il prossimo mese di giugno, a Roma, si chiude la realizzazione del programma Rai dedicato a Kristel Marcarini

E’ stato bello e faticosissimo, a marzo, realizzare tutte le riprese esterne del programma dedicato A Kristel Marcarini, 19 anni, uccisa nel 2008 dall’assunzione di una pasticca di ecstasy. Assieme al bravissimo regista Sandro Vanadia, abbiamo realizzato interviste con tutti i protagonisti di questa storia. Io mi muovo all’interno del programma non come un conduttore o un giornalista, ma come una sorta di testimone della storia, un narratore che segue le varie fasi della vicenda. A giugno, nello studio virtuale di via Teulada di Roma, gireremo la seconda parte del programma. Obiettivo; dare inizio ad una serie di puntate, caratterizzate da questo stile narrativo inedito e coinvolgente. Il programma dovrebbe andare in onda ad ottobre su RAITRE.

Riprese nel prato adiacente alla casa di Kristel

Io con Maria,mamma di Kristel, e Marta Benzoni, che nel programma ha “interpretato” Kristel sugli sci

Set all’interno della scuola

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La storia di Kristel a Cortina. Riflessioni profonde degli Assessori Martinolli e Menegus

Quello che vedete nella foto è l’Alexander Hall, splendido auditorium che si trova quasi nel cuore di Cortina D’Ampezzo. Al suo interno abbiamo incontrato oltre 600 studenti e per circa due ore la storia di Kristel, uccisa da una pasticca di ecstasy a 19 anni, si è depositata come neve su ognuno dei presenti, compresi professori, giornalisti e politici.
Quella di Kristel è proprio una storia di neve, di sci e di amore per la montagna. Forse per questo, ognuno di quei ragazzi ha vissuto in maniera così intensa questa mattina così fuori da ogni schema.
A distanza di qualche giorno, voglio regalarvi i pensieri che mi hanno inviato gli Assessori Giovanna Martinolli e Teresa Menegus.


“Quella Vissuta nella nostra Alexander Hall è stata un’esperienza straordinaria, in primis dal punto di vista emotivo. Quel silenzio totale, quella profondità che si respirava nell’aria, tutto quello che abbiamo vissuto assieme, anche per noi adulti è stato un qualcosa di unico. La storia che Luca ha portato sul palcoscenico non può che farti riflettere, nascono domande in mezzo a mille emozioni. I docenti al termine, come ognuno di noi, non avevano parole. I ragazzi erano centinaia, ma un silenzio del genere, quasi surreale, non lo avevo mai vissuto. La storia di Kristel è un ponte da attraversare per incontrare i nostri figli, per avviare un dialogo tra adulti e adolescenti, tra insegnanti e studenti.”

Giovanna Martinolli (Assessore alla Cultura, Famiglia, Politiche Giovanili, Servizi Sociali e Pubblica Istruzione di Cortina d’Ampezzo)


Kristel ti entra nel cuore in maniera diretta e dirompente, perché quando conosci la sua storia lei diventa una di noi, un’amica, una di quelle che vorresti avere.
Kristel era giovane, esuberante, piena di vita, sana, testarda, orgogliosa come piacciono a noi, ed ha commesso un’ingenuità purtroppo fatale.
Colpisce anche che nel momento del bisogno è stata abbandonata e non ha avuto possibilità di appello.
Grazie anche alla sua famiglia è riuscita ad essere comunque generosa e, oltre ad aver salvato 5 persone, continua a lottare per evitare che ad altri succeda quello che è capitato a lei.
Questa storia fa capire, infatti, che non sono in pericolo solo i soggetti a rischio. Basta uno sbaglio per cancellare tutto. Anche quello di circondarsi di persone sbagliate.
Proprio perché è stato terribilmente ingiusto e davvero molto triste rimane impresso nella mente ed è una grossa lezione di vita non solo per i ragazzi.

Laura Menegus (Consigliere Delegato alla Cultura di San Vito di Cadore)

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La storia di Kristel approda tra le montagne di Cortina e San Vito

Ho scritto il libro su Kristel, ho ricostruito la sua storia in tv e in tante circostanze l’ho raccontata a centinaia di studenti in ogni angolo d’Italia. Ogni volta, al termine, la stessa sensazione di vuoto, ogni volta il desiderio di consolare i ragazzi rimasti inchiodati nelle loro comode poltroncine del teatro. Non sanno trovare risposte. Quella di Kristel è una storia corrosiva che fa male nel profondo. Morire a 19 anni per una pasticca di ecstasy non è accettabile. Neppure ammissibile. Ora la storia approda nello scenario che lei più amava. La montagna. Cortina d’Ampezzo e San Vito, cuore del Cadore, hanno sposato con convinzione questo progetto. Raccontare la storia di una sciatrice, circondato dalle montagne più belle del mondo rappresenterà un qualcosa di particolare. Poi tutta questa neve. Il suo elemento, la cosa che più amava. Grazie a Cortina e San Vito per la sensibilità dimostrata. Sono certo che la mattinata di venerdì rimarrà impressa nel cuore di molti.

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Luca presenta a Senigallia il libro “Kristel. Il silenzio dopo la neve”

Bello presentare il libro su Kristel nella mia città, proprio all’interno di quella Rotonda sul mare che ne rappresenta il simbolo. Ancora più bello sapere che ci sarà Maria, la mamma di Kristel e anche Kristian Ghedina, un campione dal cuore grande.
Grazie al Panathlon, al Rotary e allo Sci Club G. Paney che hanno voluto farmi questo grande regalo. La storia di Kristel merita di essere ricordata. Io sono semplicemente il “portavoce” di questa splendida ragazza, un’atleta di primo piano, scomparsa per l’assunzione di una pasticca di ecstasy. Una storia drammatica, una vicenda che porta a pensare e a riflettere. Pensare e riflettere, parole importanti, basilari e necessarie per poter crescere…
Vi aspetto martedì 29 ottobre alle 18.15 alla Rotonda a Mare di Senigallia.

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Presentato a Forlì il libro “Kristel. Il silenzio dopo la neve”. A breve disponibile in libreria

Giornata importate quella del 25 marzo. Grazie agli amici di Confindustria Forlì e nell’ambito del progetto New tribes, abbiamo presentato in anteprima il mio ultimo libro dedicato a Kristel Marcarini. C’era anche Maria, la mamma, che con il solito coraggio si è seduta in prima fila, mentre io raccontavo la storia di sua figlia, tra filmati e fotografie. Erano presenti oltre 200 studenti. Come al solito quando gli racconti qualcosa d’interessante e non li affoghi di banalità, sanno ascoltare eccome! Abbiamo ripercorso il cammino di questa ragazza, promessa dello sci azzurro, morta nel 2008 a causa di una pasticca di ecstasy. “Kristel. Il silenzio dopo la neve”. Ho scelto questo sottotitolo, perché quello dopo la neve è un silenzio magico, denso di misteri e dominato dal candore del bianco. Questo è il silenzio che ci ha lasciato Kristel. Non un silenzio triste di morte, ma un qualcosa di meravigliosamente bello e commovente. Il silenzio dopo la neve ci aiuta a riflettere, a ritrovare un pò di noi stessi, a scoprire con stupore che il mondo a volte può essere incredibilmente pulito.

kristel. il silenzio dopo la neve (libro)

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A marzo esce il mio nuovo libro. “Kristel. Il silenzio dopo la neve”

Ci siamo quasi, finito l’editing è il momento della stampa. Qualche settimana ed uscirà (ed. Historica) il mio nuovo libro dedicato alla vicenda di Kristel Marcarini, la ragazza di 19 anni morta nel 2008 a causa dell’assunzione di una pasticca di ecstasy. Era una talento dello sci, aveva gli occhi azzurri e usava il sorriso per farsi riconoscere. Di certo non posso fare a meno di ringraziare la famiglia di Kristel per la totale e coraggiosa collaborazione, i suoi amici e poi Ivan, il suo allenatore. Presto inizieranno anche le presentazioni in giro per l’Italia. Vi terrò aggiornati su tutto, compreso il giorno in cui sarà rintracciabile in libreria.

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Il 19 maggio la storia di Kristel Marcarini, in anteprima, raccontata per il Rotary International

Cosa posso dire? Lunedì 7 maggio ho trascorso la giornata a Clusone, un pò a casa di Maria, la mamma di Kristel ed un pò a casa di Sue Ellen, la sorella.
I bravi giornalisti non dovrebbero farsi coinvolgere emotivamente e allora io sono un pessimo giornalista, perchè la storia di Kristel non è una delle tante storie che ho raccolto nel mio percorso professionale. Questa è la storia di un sorriso che non c’è più, di una famiglia che in quel giorno del marzo 2008 è entrata in una voragine che non potrà mai avere fondo. Non esiste risalita. Nulla a cui aggrapparsi, solo dolore. Sono amico di Maria, la mamma, ci confidiamo inquietudini reciproche, cerchiamo di dare un minimo di senso a questa tragedia. Come? Raccontando la storia di una ragazza che a 19 anni si è giocata la vita che amava per una pasticca di ecstasy.
Non era una tossica, era una promessa dello sci italiano. Era una ragazza che aveva occhi azzurri e girava con la macchina fotografica al collo, perchè ogni giorno la vita gli regalava qualcosa di bello da ricordare. Ho intervistato le sue amiche, il suo allenatore, il suo medico. Ho ripreso la sua cameretta allegra e colorata, ho ripreso la sala di rianimazione bianca e angosciante dove il suo corpo ha deciso di abbandonarci.  Ora con il preziosissimo aiuto del Rotary, questa storia dovrà continuare a girare. Per Kristel, per i ragazzi che l’ascolteranno, per la famiglia, per noi tutti. Nascerà una borsa di studio dedicata a Kristel, una meravigliosa idea del Rotary di Senigallia. Ogni anno l’assegneremo ad uno studente che si è distinto nell’ambito sportivo ed in quello scolastico.
Gli organi di Kristel tengono in vita varie persone che erano destinate alla morte, ma anche il suo unico e gigantesco errore può salvare altre vite.
Vite di ragazzi che magari per una leggerezza, per non sentirsi inadeguati nei confronti del mondo, in una sera qualsiasi di un sabato qualsiasi, buttano giù una pasticca tanto per provare.

ROTARY INTERNATIONAL  FORUM DISTRETTUALE – GIOVANI DISAGI E DIPENDENZE – LIBERI DI VOLARE. PONTI TRA GENERAZIONI

In stretta collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale per le Marche – sabato 1 9 maggio 2012 ore 9,30 –  Teatro La Fenice di Senigallia

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Ripartito il progetto New Tribes. Tre giorni di pensieri

Fano il 9, Pesaro il 10 e infine mercoledì 11 ottobre a Urbino. Tre giorni passati assieme a Maria,circondati da centinaia di studenti delle scuole superiori. Maria è la mamma di Kristel, la ragazza di 19 anni morta per mezza pasticca di ecstasy. Forse, quell’aprile del 2008 la prese consapevolmente, forse no. Mai lo sapremo. Resta la certezza che Kristel nulla aveva a che fare con la droga, era un’atleta, gareggiava nella discesa libera e lo sci era la sua vita. Centinaia di ragazzi, quelli che non ascoltano, che hanno tutto, che guardano solo il Grande Fratello, che non sanno se Torino è in Piemonte o in Lombardia, che non rispettano niente e nessuno, che si drogano, s’impasticcano, si ubriacano, si tautano, si fanno il piercing, le canne e i cazzi propri, esatto, proprio loro, hanno per l’ennesima volta dimostrato di essere meravigliosi. Migliori di noi adulti che questo mondo glielo abbiamo costruito su misura. Che pretendiamo di insegnargli come ci si comporta, facendo esattamente il contrario.
Maria, la mamma di Kristel, l’hanno ascoltata, l’hanno abbracciata e assieme a lei hanno pianto per questa storia così assurda. Ragazzi fantastici e non esagero. Pronti ad ascoltare chi non gli ripete sempre le solite cose ma riesce a parlargli con il cuore e con sincerità. Restano incollati alle loro sedie anche quando tutto è finito, sono presenti con la mente e con il pensiero. Uno ad uno, spontaneamente, si avvicinano a questa donna straordinaria e gli sussurrano parole di conforto e soprattutto di ringraziamento per questa giornata che ci ha fatto diventare tutti un pò più tristi, un pò più soli, un pò più grandi. Ci sono giorni in cui senza saperlo si cresce. Magari piangendo. Sono stati tre giorni “tosti”, densi, significativi. Abbiamo tutti bisogno di conoscere un pò meglio la vita, evitando che a spiegarcelo (tra una pubblicità e l’altra) sia qualche “trombone”, seduto in uno dei mille demenziali salotti televisivi. Noi ci proviamo e tutto funziona. Bene così.

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È autunno e ripartono i miei tour per l’Italia

Mi rimetto al lavoro e come sempre riprendo a girare. Anche quest’anno incontrerò migliaia di ragazzi, da Palermo fino a Trento, per parlare di ambiente, droga, legalità, sicurezza stradale e, in definitiva, per parlare delle nostre vite. Nessuna istruzione per l’uso! Con quello che noi adulti abbiamo combinato a questo mondo, siamo gli ultimi a poterci elevare a moralisti e a dispensatori di buoni consigli. Come al solito porterò storie raccontandovele attraverso filmati, oggetti, musiche e spesso ci faranno compagnia i diretti protagonisti delle storie stesse. Una su tutte; quella di Kristel. Una promessa dello sci italiano, sguardo solare, energia allo stato puro, occhi azzurri e sorriso sempre a disposizione. Con me non ci sarà Kristel ma sua madre Maria. Kristel tre anni fa è morta per una pasticca di ecstasy. La prima e l’ultima della sua vita. Una storia difficile, perché non ci sono i buoni da una parte ed i cattivi dall’altra. Kristel non era una tossica, il problema è che hanno tolto il cartello pericolo, facilmente si scivola e nessuno ci raccoglie. Vorrei che storie come questa c’insegnassero a non giudicare con troppa facilità, a non banalizzare, a comprendere che tutto è nelle nostre mani. Possiamo scegliere ogni minuto cosa fare del mondo e della nostra vita, allacciandoci un casco, pronunciando un no di fronte a una velata proposta di morte, gettando un pezzo di carta o una lattina nella differenziata. Noi siamo molto potenti, molto importanti. Decisivi. L’importante è saperlo.

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